Cambiamento climatico: in aumento le cause legali

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Sono più di 880 in tutto il pianeta le cause legali aperte su questioni relative al cambiamento climatico. È quanto rilevato da un rapporto realizzato dall’UNEP – l’agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente – e dal Sabin Centre for Climate Change Law della Columbia University di New York.

La proliferazione di norme, regolamenti e accordi introdotti a livello nazionale e internazionale per contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico avrebbe generato nuove responsabilità e nuovi diritti, che costituiscono la base legale per azioni di cittadini, ONG e associazioni volte rivendicare una più stretta applicazione delle regole o l’adozione di misure più ambiziose.

Il fenomeno è di portata mondiale, anche se la maggior parte dei contenziosi (654) è registrata negli Stati Uniti, seguiti a grande distanza dall’Australia (80) e dal Regno Unito (49). Tra i principali trend, inoltre, il report sottolinea la crescita di cause legali nei Paesi in via di sviluppo.

A sedere sul banco degli imputati sono nella maggior parte dei casi gli Stati nazionali e le entità sovranazionali, accusati di aver adottato regolamentazioni non sufficientemente ambiziose e vincolanti in tema di mitigazione e adattamento agli effetti del cambiamento climatico. Oggetto dei contenziosi possono essere anche specifici progetti: dall’opposizione alla realizzazione di nuove miniere di carbone o di infrastrutture che danneggiano gli ecosistemi, alla spinta verso maggiori investimenti nel campo delle energie rinnovabili.

Inoltre, il rapporto registra un aumento delle cause legali incentrate sul tema delle “migrazioni climatiche”, ovvero il fenomeno per cui sempre più individui si vedono costretti a spostarsi a causa del deterioramento delle condizioni di vita nelle loro comunità di origine dovuto a eventi legati al clima quali siccità o inondazioni.

Come ricordato dal Forum per la Finanza Sostenibile nella pubblicazione “Finanza sostenibile e cambiamento climatico“, un importante precedente per le azioni legali relative alle politiche di contrasto al cambiamento climatico è costituito dalla sentenza del 2015 della corte distrettuale dell’Aia. Con quest’atto, la corte ha accolto le istanze di una coalizione guidata dalla Fondazione Urgenda, imponendo al governo olandese l’adozione di politiche più vincolanti e, in particolare, l’introduzione di misure più efficaci per ridurre le emissioni di gas serra.

Anche gli investitori dovrebbero tener conto delle evoluzioni nel quadro normativo nazionale e internazionale in tema di cambiamento climatico, per anticiparne le potenziali ripercussioni finanziarie. Per esempio, l’introduzione di tassazioni sul carbone o l’imposizione di limiti alle emissioni di CO2 potrebbero determinare una massiccia svalutazione dei titoli delle società operanti nell’ambito delle energie fossili, con conseguenti impatti negativi sugli investimenti nei settori legati alle loro attività.