Il contributo “Strumenti di finanza sociale, filantropie istituzionale e impatto collettivo: traiettorie di policy per il rafforzamento dei sistemi locali di welfare generativo. Dinamiche e strumenti per politiche pubbliche orientate al benessere generativo”, presentato al convegno “Competitività e sviluppo economico: il ruolo dei fattori ESG e della finanza sostenibile” (Napoli, 28 maggio 2025), si inserisce nella ricerca nazionale sulla funzione proattiva della finanza sociale, filantropia/e istituzionale e impact investing. Questi strumenti sono leve di innovazione sociale finalizzate a costruire politiche pubbliche capaci di creare opportunità e valore condiviso per persone e comunità, andando oltre la semplice dimensione del welfare.
La ricerca si sviluppa nell’ambito del Piano Nazionale Giovani Donne e Lavoro di INAPP (Struttura Economia civile e processi migratori) ed è coordinata da Sabina Polidori, con il contributo operativo del gruppo di lavoro composto da Gilda Noviello e, fino al 31/12/2024, Costantino Coros.
La ricerca esplora e sistematizza il ruolo strategico della finanza sociale, delle filantropie e del social impact investing come leve per promuovere un modello integrato e generativo che valorizza risorse, relazioni e competenze nei territori, favorendo non solo il welfare ma anche lo sviluppo sostenibile, l’innovazione sociale, l’inclusione e la coesione.
L’obiettivo è rafforzare politiche pubbliche orientate al benessere sostenibile, attivando alleanze tra attori pubblici, privati e del Terzo settore, capaci di generare valore collettivo e trasformazione sociale.
Il lavoro si fonda su quattro pilastri concettuali e operativi:
- l’Agenda 2030, con i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile;
- i criteri ESG, intesi non solo come standard ma anche come strumenti interpretativi e di indirizzo;
- l’orizzonte dell’economia civile, che promuove coesione, capacitazione, reciprocità e giustizia sociale;
- la prospettiva dell’ecologia integrale (Laudato Sì di Papa Francesco), che sostiene una visione interconnessa dello sviluppo umano-antropologico, ambientale, sociale, economico, culturale, formativo.
Nel 2024 è stata avviata una ricognizione delle esperienze territoriali più significative, attraverso mappature e sistematizzazioni che hanno coinvolto fondazioni, banche, enti del Terzo Settore, pubbliche amministrazioni e operatori di comunità. Tra le esperienze analizzate vi sono i programmi promossi da ACRI, Intesa Sanpaolo e il progetto formativo Cantieri ViceVersa, con un focus trasversale sull’educazione finanziaria.
Il 2025 segna una fase di rafforzamento valutativo, che si basa proprio sulle esperienze individuate, mediante l’uso di strumenti partecipativi e metodi di lettura integrata degli effetti sociali, occupazionali, educativi e ambientali generati. L’attenzione è rivolta non tanto alla misurazione quantitativa, quanto all’analisi contestualizzata e all’attivazione di indicatori in grado di rappresentare la qualità trasformativa degli interventi. Il percorso proseguirà fino al 2029, con ulteriori approfondimenti comparati, laboratori strategici e momenti di restituzione pubblica.
Nei prossimi anni si continuerà con analisi sistemiche, laboratori territoriali, sviluppo di scenari strategici e raccomandazioni di policy, in sinergia con il Piano d’Azione per l’Economia Sociale della Commissione Europea (2021–2030). L’obiettivo è riconsegnare alla finanza, alla filantropia, al social impact investing e alle politiche pubbliche una funzione di corresponsabilità e cura verso persone e comunità, che trascende la dimensione esclusiva del welfare.
In linea con quanto illustrato nella presentazione utilizzata nel corso del convegno si evidenziano alcune considerazioni in itinere. In particolare, emerge come le dinamiche in corso richiedano un’attenzione costante all’adattamento e alla sperimentazione degli strumenti di finanza sociale e filantropia istituzionale, valorizzando le interazioni tra attori e territori, e puntando su un approccio evolutivo che possa rispondere con flessibilità alle sfide socioeconomiche emergenti. Tale prospettiva sottolinea l’importanza di un processo partecipativo e inclusivo, che favorisca il dialogo continuo tra policy maker, operatori locali e comunità, al fine di affinare le traiettorie di impatto collettivo e consolidare un modello integrato e generativo, capace di promuovere non solo welfare, ma anche sviluppo sostenibile ecologico integrale, innovazione sociale, inclusione e coesione territoriale.
Sabina Polidori, INAPP – Istituto Nazionale per l’analisi e le politiche pubbliche
