La neutralità climatica non è più un obiettivo confinato al lungo periodo, ma una sfida concreta che coinvolge già oggi anche il mondo della previdenza. I piani pensionistici, per natura orientati al lungo termine, sono chiamati a confrontarsi con il cambiamento climatico non solo sul fronte degli impegni formali e delle dichiarazioni di principio, ma anche attraverso scelte di investimento coerenti e misurabili. Ma a che punto siamo davvero in Italia? Quanto i piani pensionistici sono oggi preparati ad affrontare il percorso verso il net-zero?
L’analisi di approfondimento sulla net-zero readiness dei piani pensionistici italiani, inclusa nell’edizione 2025 della ricerca Gli investimenti sostenibili degli investitori previdenziali italiani del Forum per la Finanza Sostenibile, nasce con l’obiettivo di valutare quanto i piani siano oggi preparati ad affrontare questa transizione. Lo studio prende in esame 95 piani che dichiarano di integrare i criteri ESG nelle decisioni di investimento e propone un indicatore composito, il Net-Zero Readiness Score (NRS), che misura il livello di impegno climatico complessivo.
Il punteggio si basa su tre dimensioni fondamentali. La prima riguarda la strategia dichiarata e valuta se e come il piano pensionistico abbia formalizzato un impegno verso la neutralità climatica, ad esempio attraverso la definizione di un obiettivo net-zero, la presenza di obiettivi intermedi e l’integrazione delle finalità climatiche nella politica di investimento, anche in coerenza con iniziative internazionali come l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 13. La seconda dimensione analizza le azioni operative, ossia le misure concretamente adottate per monitorare e ridurre le emissioni, tra cui la misurazione della carbon footprint del portafoglio e l’utilizzo di strumenti e metriche dedicate. La terza dimensione valuta l’allineamento del portafoglio, esaminando il grado di coerenza tra gli impegni climatici dichiarati e la composizione effettiva degli investimenti, in termini di quota ESG e strategie orientate alla transizione climatica.
Sulla base del punteggio ottenuto, i piani pensionistici sono suddivisi in quattro classi di maturità climatica: Starter, Emerging, Engaged e Leader. Questa classificazione consente di leggere il posizionamento dei piani lungo un percorso graduale, che va da un primo approccio alle tematiche climatiche, a una strategia net-zero pienamente integrata. I risultati mostrano un quadro articolato. Circa un terzo dei piani si colloca nella fase iniziale, caratterizzata da un approccio prevalentemente dichiarativo. Tuttavia, oltre due terzi hanno superato questa soglia, dimostrando un crescente consolidamento delle pratiche climatiche. In particolare, una quota rilevante di piani rientra nelle classi Emerging ed Engaged, segnalando l’avvio di percorsi più strutturati di misurazione, gestione e integrazione delle tematiche climatiche nelle scelte di investimento. Inoltre, una quota, seppur contenuta, di piani si colloca nella classe dei Leader, distinguendosi per un livello di preparazione climatica più avanzato e mostrando che un percorso verso il net-zero può essere concretamente intrapreso.
Un elemento interessante che emerge dall’analisi riguarda il confronto tra le tre dimensioni del punteggio. In questo quadro, la misurazione della carbon footprint si conferma uno strumento centrale per rendere il rischio climatico osservabile e gestibile nel tempo. L’allineamento del portafoglio risulta mediamente più avanzato rispetto alla formalizzazione strategica e alle azioni operative, suggerendo che le scelte di investimento stiano già incorporando, almeno in parte, gli obiettivi climatici. Al tempo stesso, persistono margini di miglioramento, soprattutto nella definizione di target intermedi e nel rafforzamento delle pratiche di monitoraggio.
Nel complesso, l’analisi restituisce l’immagine di un settore previdenziale in evoluzione: la consapevolezza rispetto al tema climatico è in crescita e si osservano progressi concreti, seppur con velocità e intensità differenti. I casi più avanzati mostrano che una piena integrazione dell’obiettivo net-zero è possibile e possono rappresentare un riferimento utile per accompagnare l’intero sistema verso una transizione climatica sempre più credibile e strutturata.
Elisa Bocchialini e Federica Ielasi, Università di Firenze
Paola Ferretti, Università di Pisa
Il contributo sintetizza l’analisi di approfondimento sulla net-zero readiness dei piani pensionistici italiani pubblicata nell’edizione 2025 della ricerca “Gli investimenti sostenibili degli investitori previdenziali italiani”, promossa dal Forum per la Finanza Sostenibile. Per un’analisi completa si rimanda al testo integrale dell’Appendice 2.
