La transizione energetica richiede reti elettriche sempre più estese, moderne e resilienti, capaci di gestire una quota crescente di energia da fonti rinnovabili.
Secondo i dati dell’International Energy Agency (IEA), oltre 2.500 GW di progetti rinnovabili, grandi carichi elettrici e sistemi di accumulo sono attualmente in attesa di connessione alla rete a livello globale.
A determinare questi ritardi contribuisce anche il divario tra il tempo necessario per la realizzazione di nuove reti e quello richiesto dallo sviluppo di nuovi impianti di generazione. Mentre un progetto rinnovabile può essere realizzato in un periodo compreso tra 1 e 5 anni, la progettazione, l’autorizzazione e il completamento di una nuova rete richiedono generalmente dai 5 ai 15 anni.
Tra le sfide principali figurano quindi la riduzione della congestione delle reti, la riforma del quadro normativo e la semplificazione dei processi autorizzativi, aspetti sui quali è fondamentale rafforzare il dialogo con i policy maker e i gestori di rete.
Sul piano finanziario, secondo le stime della IEA, per soddisfare la futura domanda di elettricità, gli investimenti annuali nelle reti dovranno aumentare di circa il 50% entro il 2030, rispetto agli attuali $400 miliardi annui.
In questo contesto, la finanza sostenibile può svolgere un ruolo di primo piano attraverso investimenti diretti nelle utility, fondi dedicati e operazioni di project finance. Anche i green bond possono rappresentare uno strumento utile per convogliare capitali verso la transizione energetica.
Questi e altri temi sono stati al centro del webinar “Reti elettriche e transizione energetica: rischi, opportunità ed engagement degli stakeholder”, organizzato dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Generali Asset Management. Qui sono disponibili i materiali dell’incontro.
