Obbligo di rendicontazione sull’impatto carbonico per gli investitori istituzionali francesi

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La Francia inaugura il 2016 con grandi passi avanti sul fronte del cambiamento climatico: si tratta infatti del primo Paese ad aver introdotto un obbligo di rendicontazione delle emissioni di carbonio per le istituzioni finanziarie.
Tale obbligo è contenuto nell’articolo 173 della Legge sulla transizione energetica (Loi relative à la transition énergétique pour la croissance verte) presentata dal Ministro delle Finanze Michel Sapin al Climate Finance Day lo scorso maggio 2015.
La legge è stata promulgata nell’agosto del 2015, mentre il 31 dicembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di applicazione dell’articolo che riguarda gli investitori istituzionali.
A partire da quest’anno, dunque, i fondi pensione, le compagnie di assicurazione e tutti gli asset owner francesi saranno tenuti a misurare e comunicare l’impronta carbonica del proprio portafoglio di investimento, unitamente alla propria strategia di gestione del rischio clima.
Gli investitori dovranno anche stabilire degli obiettivi per misurare i progressi conseguiti ed esplicitare le motivazioni, di un loro eventuale non raggiungimento, secondo l’approccio “comply or explain”.
L’introduzione di quest’obbligo per gli investitori francesi avrà senza dubbio un effetto a livello globale, stimolando gli investitori istituzionali di tutto il mondo a prendere in considerazione gli impatti ambientali dei propri investimenti.
Alcuni tra i principali asset owner internazionali si sono già mobilitati in tal senso con la Portfolio Decarbonization Coalition, un’iniziativa multi-stakeholder che mira alla riduzione dei gas a effetto serra attraverso la de-carbonizzazione dei portafogli di investimento. Ad oggi, l’iniziativa conta 25 firmatari per oltre 600 miliardi di dollari di asset in gestione.