Cibo e finanza: dalla speculazione senza regole a una nuova architettura

Sulla fame non si specula

Come vari studi hanno dimostrato, esiste una correlazione tra il comportamento speculativo di alcuni operatori del settore finanziario e l’aumento dei prezzi delle materie prime alimentari (mais, frumento, soia, zucchero ecc.). Tali oscillazioni generano effetti devastanti sugli agricoltori e, più in generale, sulle comunità locali, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il problema della speculazione finanziaria sul cibo, sollevato dalle principali ONG a livello mondiale ed europeo, è ormai oggetto di dibattito anche per i decisori politici e le istituzioni, chiamati a riportare regole di “buon senso” sul mercato. Il tema “Cibo e finanza: dalla speculazione senza regole a una nuova architettura” sarà al centro di una conferenza promossa dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con la campagna Sulla fame non si specula, con il supporto di Action Aid. L’appuntamento è per lunedì 8 Giugno alle 10,00 a Cascina Triulza (il padiglione della società civile nel sito Expo). L’incontro si propone di individuare le risposte più innovative al problema della speculazione sul cibo e di realizzare un documento di posizionamento – in cui saranno raccolti e sintetizzati gli spunti proposti dai partecipanti e dai relatori – da portare all’attenzione delle istituzioni, anche nel quadro del documento denominato “Carta di Milano”, relativo alle responsabilità dei diversi attori rispetto al diritto al cibo delle generazioni future.

Perché affrontare l’argomento della speculazione sul cibo? Dal 2002 ad oggi il volume dei futures legati al cibo è aumentato di 10 volte e, nello stesso periodo, 44 milioni di persone sono cadute in povertà.  Secondo il rapporto Broken Markets dell’ong inglese World Development Movement ripreso dalla campagna “Sulla fame non si specula”, i titoli derivati legati alle materie prime agricole sono quasi raddoppiati tra il 2006 e il 2011, passando dai 65 miliardi di dollari del 2006 ai 126 del 2011, condizionando – e qui sta il nesso con l’aumento della povertà – i prezzi dei beni alimentari. Come sottolineato dal “kit informativo” pubblicato sul sito sullafamenonsispecula.org, l’aumento e la volatilità dei prezzi dei generi alimentari dipendono da tre ragioni principali: la diffusione di colture per i biocarburanti; il cambiamento climatico; e la speculazione finanziaria sulle materie prime agricole. Per spiegare quest’ultimo fenomeno, la campagna “Sulla fame non si specula” (parte della campagna internazionale Stop gambling on hunger) ha realizzato il video che segue:

 

 

L’incontro dell’8 giugno è il secondo evento di Finance for food, un ciclo di cinque appuntamenti, promossi da RITMI e dal Forum per la Finanza Sostenibile: l’obiettivo è quello di evidenziare buone pratiche di microfinanza e finanza responsabile per la filiera agroalimentare, a livello nazionale e internazionale. A partire da esperienze concrete, si cercheranno di individuare le modalità e gli strumenti di finanziamento più adatti a favorire lo sviluppo delle aree agricole e rurali a livello globale e – soprattutto – nei Paesi emergenti. Inoltre, verranno identificate le soluzioni operative per favorire l’integrazione di criteri ambientali sociali e di buon governo di impresa (ESG) negli investimenti, con particolare riferimento alle imprese del settore food e alle soft commodity.

Per informazioni e iscrizioni si prega di rivolgersi a: eventi@finanzasostenibile.it +39 0230516060

L’incontro si svolgerà in lingua italiana, non sarà prevista la traduzione simultanea.