Cibo, quanto ne buttiamo? Torna la Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare


Porre fine allo spreco di cibo fa bene all’ambiente e alla salute. È il messaggio chiave della Settima Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, che quest’anno ricorre il 5 febbraio. L’iniziativa è promossa dalla campagna Spreco Zero per invitare tutti a riflettere su un impiego, un utilizzo e una conservazione più responsabili delle risorse alimentari.

Le ultime ricerche sull’Italia quantificano in circa €10 miliardi lo spreco annuo di cibo, in gran parte legato alla sfera quotidiana; è quindi cruciale puntare sulla prevenzione, a partire dalle nuove generazioni che saranno i consumatori e i ristoratori del futuro.

L’edizione del 2020 si concentra su ambiente e salute: la prevenzione degli sprechi a livello domestico, infatti, ha un ruolo fondamentale per un uso più sostenibile delle risorse. Inoltre, la valorizzazione del cibo inizia dagli scaffali del supermercato: secondo il Rapporto Waste Watcher 2020, per il 36% degli italiani la valutazione dell’impatto degli alimenti sulla salute è determinante al momento dell’acquisto. La scelta di cibi più sani e con maggiore valore nutrizionale ricade su alimenti provenienti da sistemi di produzione a basso impatto ambientale e rispettosi della biodiversità.

L’industria finanziaria può avere un ruolo determinante in queste dinamiche: secondo un report ReFEED, nei primi 10 mesi del 2018 negli USA ben $125 milioni sono stati investiti in start up attive nel contrasto allo spreco alimentare. Attraverso l’impact investing gli investitori SRI possono valorizzare tecniche innovative in ambito agricolo e alimentare; inoltre, con l’engagement possono influenzare le politiche di sostenibilità delle aziende che operano nel settore, promuovendo la produzione e la distribuzione di cibi più sani.