Piani previdenziali: 6 su 10 integrano i criteri di sostenibilità negli investimenti


Sei piani previdenziali su dieci integrano i criteri ESG nei propri investimenti. Inoltre, la maggioranza di quelli attivi negli investimenti sostenibili e responsabili (SRI), li estende alla quasi totalità del patrimonio. I dati emergono dalla settima edizione della ricerca “Le politiche di investimento sostenibile e responsabile degli investitori previdenziali“. L’indagine, a cui hanno partecipato 88 operatori previdenziali, è stata condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Mefop e MondoInstitutional. La ricerca è stata realizzata con il sostegno di AXA Investment Managers, DPAM, Pictet Asset Management e Vigeo Eiris.

La ricerca ha mostrato che la strategia SRI più diffusa si conferma l’esclusione di settori controversi, come armi e tabacco. Cresce però l’interesse verso l’engagement, il dialogo costruttivo con le aziende.

Le principali motivazioni alla base della scelta di integrare gli aspetti ESG  nelle decisioni di investimento (adottata da 55 operatori sugli 88 che hanno risposto all’indagine) sono la possibilità di gestire in modo più efficace i rischi finanziari e di coniugare l’impatto socio-ambientale con un congruo ritorno economico. Segue il dovere fiduciario nei confronti di aderenti e beneficiari.

Per i piani previdenziali che stanno valutando gli investimenti sostenibili (33 su 88), le principali criticità riguardano invece la mancanza di dati affidabili e standardizzati e di certificazioni che tutelino contro il greenwashing.

La ricerca è stata presentata nell’ambito della decima edizione della Settimana SRI (la video-registrazione dell’evento è disponibile qui).